MARIO ABOZZI IL METRONOMO DEL VALLEDORIA

Per la seconda stagione Mario Abozzi veste la maglia del Valledoria, dopo averla vestita sette stagioni fa, da fuori quota.

Nato nel 93, Abozzi è un tifoso di Castelsardo e del Castelsardo, dove è cresciuto, calcisticamente, ha sofferto molto quando è stato venduto il titolo al Li Punti e spera che un giorno che la squadra del suo paese torni in una categoria importante.

In questi giorni i suoi compagni lo chiamano “Eriksen”, anche per la sua passione ai colori neroazzurri, Mario è un giocatore fondamentale per il Valledoria, le sue geometrie a centrocampo sono fondamentali per il gioco di Falchi, anche se carbura se verso dicembre, perchè arriva sempre in ritardo durante la preparazione estiva, per impegni di lavoro estivi. 

Lo contatto via watsapp, in attesa di andare a cena in questi giorni insieme ad un altro baluardo di Catelsardo, Andrea Sini:

Mario il tuo sogno è terminare la tua carriera a Castelsardo?:

“Si è un sogno che spero si avverrà, sono nato, cresciuto e sono stato capitano di questa squadra, e vederla giocare in Terza Categoria mi piange il cuore, anche perchè detto tra noi carriera alla mia età non devo farla quindi spero un giorno di essere utile a questa Società di ritornare a giocare i campionati che merita.”

Farai l’allenatore a fine carriera?:

“No non credo non mi è mai piaciuto pensare ad un futuro di allenatore, forse perchè anche da giocatore non sopporto la panchina.”

Quale è stata la più bella soddisfazione calcistica?:

“Non ne ho avute molto, anche perchè l’anno che arrivai a Valledoria il Castelsardo vinse il campionato, sarebbe facile dire la Coppa Italia vinta lo scorso anno con il Valledoria, una competizione che nessuno da mai credito, ma vincerla è una grande soddisfazione, anche la Supercoppa vinta con la Nuorese è stata una bella soddisfazione, ma il mio maggior ricordo e quando con il Castelsardo ci siamo salvati nei play-out, in finale contro il Lauras vincendo al 120° minuto.”

Ci sono ancora chance per raggiungere i play off?:

“Secondo me si, ci sono ancora tante partite e si possono recuperare gli 8 punti di distacco dal Lanteri, peccato per la sconfitta di domenica scorsa contro il Calangianus, perchè se avessimo vinto ora saremmo al quarto posto a solo 5 punti dai play-off.”

Dei giovani del Valledoria su chi scommetteresti?:

“Ci sono molti giovani interessanti ma due nomi su tutti sono quelli di Samuele Murru  e Andrea Fadda.”

Un allenatore che ha inciso nella tua carriera:

“Sicuramente Marco Asara che ha capito quale era la mia posizione in campo, e Stefano Usassi che ho avuto per metà stagione ma si capiva subito che era di una categoria superiore, peccato che sono andato via perchè da lui avrei imparato molto.”

Parlami della carriera di tuo papà, grande giocatore degli anni 90″:

“Io non l’ho visto giocare ma tutti mi dicono che era veramente forte, è andato al Milan allenandosi con giocatori del calibro di Costacurta Maldini, purtroppo erano altri tempi e mio nonno non lo lasciò partire.”

Finiamo la telefonata con una sua richiesta: “Mi raccomando Gianni non scrivere il titolo “Abozzi il nuovo Eriksen di Castelsardo”, ed ovviamente mantengo la parola ad un ragazzo con i piedi buoni, non un grande corridore ma con un cuore d’oro.

Gianni Carra

 

Author: VALLEDORIAOGGI

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